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  • Il Giubileo delle corali a Morbio

    Il Giubileo delle corali a Morbio: festa, canto e preghiera

    di Federico Anzini

    La Basilica di Santa Maria dei Miracoli di Morbio Inferiore ha accolto il 21 settembre il XXII Convegno diocesano delle Corali liturgiche. Un appuntamento che quest’anno ha assunto un valore speciale: coincide infatti con il Giubileo diocesano dei cori e delle corali. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Alain de Raemy, mentre uno standing-dinner al termine della Messa ha reso la giornata ancora più conviviale.

    Il cuore dell’evento però è stato il canto liturgico, patrimonio condiviso di tutte le comunità. Il repertorio scelto è stato pensato proprio per essere accessibile e per diventare parte stabile del bagaglio musicale di ciascun coro. «Il canto non è mai solo un ornamento – sottolinea Franco Caccia, direttore della Corale Santa Maria dei Miracoli – è il respiro stesso della liturgia, la forma sonora della preghiera».

    Il maestro parla con passione, lasciando trasparire un percorso personale iniziato già da bambino. «Mio padre dirigeva il coro parrocchiale e mi portava alle prove. Lì ho imparato che il canto non è tecnica, ma comunione: è unire le anime nella ricerca dell’Assoluto».

    Secondo lui, il coro non è un corpo separato, ma parte integrante dell’assemblea: «È come il profumo che impregna la celebrazione, la rende più intensa e condivisa. Non sostituisce il popolo, lo guida, lo accompagna, lo aiuta a pregare».

    Cantare insieme non è solo un fatto musicale, ma spirituale: «Quando le voci si intrecciano, anche le vite si intrecciano. È un’esperienza di unità che ci spinge oltre noi stessi». Da qui il legame profondo tra musica e fede: «Il Vangelo non si annuncia soltanto con le parole. Un canto ben eseguito, cantato con fede, diventa testimonianza, diventa luce che tocca i cuori ».

    Per la Corale di Morbio Inferiore, che dal 1904 accompagna la vita della comunità, il Giubileo rappresenta un traguardo e insieme una nuova partenza. «Cantare con altre corali diocesane significa percepire in modo tangibile la bellezza della Chiesa che canta insieme. È un modo concreto per dire: siamo un corpo solo».

    E ai giovani che desiderano avvicinarsi al canto corale, il consiglio è semplice: «Entra in un coro. Solo così potrai scoprire, e sorprenderti, di quanto ti arricchisca. È un cammino che dona amicizia, crescita interiore, senso di appartenenza».

    Ma perché oggi si canta sempre meno? Il canto è proporzionale alla vita che si vive. Dove c’è una comunità viva, dove c’è fede, lì si canta. Non servono voci straordinarie. È dal popolo che nasce la forza del canto, non dal solista. E il coro è uno dei servizi più gratuiti e preziosi che si possano offrire. La Corale Santa Maria dei Miracoli, composta da trenta membri, ne è una testimonianza viva.

    In un’epoca in cui il canto collettivo sembra rarefarsi, la giornata del 21 settembre ha ricordato che la Chiesa continua ad avere voce.

    Il Giubileo delle corali a Morbio

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