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  • Un fermo immagine tratto da un video della polizia cantonale vallesana mostra i soccorsi dopo l’incidente a Crans Montana del 1 gennaio 2026

    Anche la ragazza ticinese vittima dell'incendio di Crans Montana non ce l'ha fatta

    Un dolore grande colpisce direttamente anche una famiglia ticinese. Una ragazza nata nel 2010 e che risiedeva a Castel San Pietro, nella frazione di Corteglia dove si era trasferita dal Luganese qualche anno fa è purtroppo tra le vittime accertate del dramma di Crans Montana. A cancellare ogni speranza di ritrovarla in vita è stata l’identificazione formale grazie al test del DNA. Il funerale della giovane si terrà mercoledì 7 gennaio nel pomeriggio - in forma privata come chiesto dal padre della giovane - nella cattedrale di Lugano. Sarà presieduto dall’amministratore apostolico della Diocesi di Lugano Alain de Raemy. Mentre già da lunedì nel salone parrocchiale di Castello a partire dalle 16 si potrà far visita alla salma della giovanissima, che purtroppo pare anche essere la vittima più giovane della tragedia di Crans Montana.

    A Castello intanto il Comune ha voluto esprimere la più sentita vicinanza alla famiglia e a tutte le persone colpite dalla tragedia di Capodanno, comunicando altresì, l’annullamento della Cavalcata dei Re Magi prevista martedì.

    La richiesta del padre della ragazza

    Ai media lunedì è stato trasmesso questo messaggio del padre della ragazza ticinese deceduta: «In modo particolare, chiediamo che, nel periodo che precederà le esequie di Sofia e durante la celebrazione delle esequie stesse, non vi siano pressioni, contatti insistenti, riprese o presenze intrusive, né presso i luoghi di raccoglimento privato né presso la sede delle celebrazioni, o in qualsiasi luogo in cui siamo o saremo presenti. 

    Intendiamo celebrare le esequie di Sofia senza clamori ed in forma riservata, nella sola cerchia di familiari e amici, con l’unico intento di mettere al centro il suo ricordo, in un clima di rispetto e intimità, possibilmente al riparo dalla vasta copertura mediatica che ha sinora contraddistinto le giornate successive alla tragedia.

    Confidiamo nella sensibilità e nel senso di responsabilità di tutti i media, affinché vengano rispettati il dolore e la sfera privata della nostra famiglia e delle persone a noi vicine», ha fatto sapere il padre.

    Veglia il 9 gennaio in Cattedrale

    Per i tanti che desiderano partecipare e condividere la loro preghiera è quindi prevista una veglia il 9 gennaio alle 18 presieduta da de Raemy in cattedrale. L’appuntamento si potrà seguire anche in diretta youtube sul canale della diocesi di Lugano.

    Il vescovo Grampa a Corteglia

    È un messaggio di solidarietà, compassione e speranza quello che ha voluto trasmettere il vescovo emerito mons. Pier Giacomo Grampa che domenica 4 gennaio si è recato a celebrare la messa domenicale nella località di Corteglia. Speranza in un momento di «immenso dolore, che non si può descrivere a parole», ha detto. L’invito di don Grampa ai fedeli e alla comunità, pur senza mai fare riferimento direttamente alla giovane della località, è stato quello di «non lasciar vincere il male sul bene», perché «la fine non è la morte ma la vita eterna». Il vescovo Alain invece nella stessa domenica mattina era a Crans con altri vescovi svizzeri per la messa in memoria dei ragazzi periti.

    Fonte: cdt/red

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