Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Mer 28 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • La Veglia del 9 gennaio nella Cattedrale di Lugano per le vittime del dramma di Crans Montana

    Il vescovo Alain alla Veglia in Cattedrale: "L'amore di Cristo attraversa il buio più grande"

    di Cristina Vonzun

    Per la seconda volta in una settimana la Cattedrale di Lugano si riempie all’inverosimile di gente. Il tutto avviene in quella che si potrebbe definire una vera e propria “Settimana Santa” che la Svizzera, insieme al Ticino ma anche a tanti altri Paesi coinvolti nella tragedia di Crans Montana sta vivendo. La gente converge in questi momenti per condividere, per pregare, per stringersi insieme in quell’umano e cristiano bisogno di fraternità che è di tutti. Venerdì 9 gennaio alle 18 la Cattedrale di Lugano è strapiena e la folla invade nuovamente il sagrato, come è stato mercoledì, ai funerali di della ragazza di Castel San Pietro deceduta a Crans. Il Cero Pasquale è acceso. Il vescovo Alain e i membri della Chiese cristiane sorelle (CLCCT) entrano dalla navata centrale accompagnati da un sottofondo musicale. Questo è l’inizio di una cerimonia che ha i giovani come protagonisti: quelli che hanno animato insieme ad altri l’incontro di preghiera, quelli in Cielo, i ragazzi periti a Crans Montana, quelli feriti negli ospedali ma anche tanti altri, lontani, che soffrono nel mondo.

    Il vescovo Alain saluta i membri delle Chiese sorelle presenti, il Care team Ticino e la polizia, il vescovo emerito Pier Giacomo che abita vicino alla famiglia della ragazza deceduta ed è accorso domenica a Castello a celebrare, i parroci di Castel san Pietro e Paradiso e il gruppo del Giubileo dei movimenti che anima con i canti la veglia.

    Poi vengono letti il messaggio di papa Leone e quello dei vescovi svizzeri. Il successore di Pietro, in ben due occasioni in questi giorni, ha avuto parole di solidarietà e conforto per le vittime del dramma; si dà quindi lettura delle parole dei vescovi svizzeri che invitano “tutte le chiese ad essere luoghi di sostegno, di conforto e di preghiera in questo momento terribile”. Ed in questi giorni questo è successo.

    Le parole introduttive di mons. Alain rievocano Sofia

    Una cerimonia “per non fermarci qui, ma per andare avanti”, come sottolinea in introduzione mons. de Raemy, trasmettendo il pensiero dei genitori della giovane ticinese morta che mercoledì, in questa stessa cattedrale, hanno vissuto i funerali della figlia.

    “I genitori — ha detto de Raemy - hanno voluto che il nostro pensiero andasse subito oltre. Non solo alla loro figlia e a tutte le altre vittime dell’incendio, con un pensiero particolare per chi soffre negli ospedali e chi è rimasto traumatizzato, ma hanno chiesto che il nostro pensiero andasse ancora oltre: anzi, a tutti i giovani in Ticino e nel mondo, colpiti nel loro corpo e nel loro cuore e senza suscitare grandi manifestazioni di sostegno”.

    Il segno della luce

    Dopo, un canto vengono portate tra la gente, da sette giovani, sette lanterne accese simboleggianti la Luce di Cristo Risorto, “luce che ha vinto le tenebre della morte e che continua a brillare anche nei momenti più bui della nostra storia” viene detto.

    Dopo il solenne momento dedicato alla Luce ecco l’ascolto della Parola di Dio e la parola di mons. de Raemy.

    Luce posta in Cattedrale alla veglia per la strage di Crans Montana
    Luce posta in Cattedrale alla veglia per la strage di Crans Montana

    “Niente ci separerà dall’amore di Dio”

    Evocando il buio di questi giorni di lutto, il niente che sembra prevalere, "quando Dio sembra assente" ed è la stessa esperienza "per chi perde la persona amata", "anche per chi ha aiutato, ma non ha potuto fare niente", davanti a questo “niente” che è vuoto, il vescovo sottolinea l'altro "niente", quello evocato da San Paolo: “Niente potrà mai separarci dall’amore di Dio,  che è in Cristo Gesù, nostro Signore”.

    “In pochi secondi - aggiunge de Raemy - a Crans Montana, le fiamme ci hanno tolto tanto. Ad alcuni, tutto. Anche l’anima al corpo. Buio, vuoto, niente (...). Quando tutto viene distrutto, quando a noi sembra che non rimanga più niente: c’è… c’è ancora il più bel mistero, la realtà più profonda, c’è l’amore di Cristo che attraversa tutto, anche la morte, come sulla croce, per noi e con noi. Oggi sarai con me in Paradiso, lo dice Gesù a chi meno se lo aspettava…”.

    Poi de Raemy invita a guardare ai segni della presenza di questo amore nella tragedia: “Nello sguardo del soccorritore, c’è Cristo. Nei gesti del medico, c’è Cristo. Nel genitore che accompagna, c’è Cristo. Nel giovane morente che ringrazia, c’è Cristo”. “Tutti – ha proseguito de Raemy - andremo a finire nella Sua Luce, in quella Luce, nella quale non si finisce, ma si comincia davvero, in eterno”. Poi un ultimo pensiero, come invocazione, mons. Alain lo rivolge alla scena evangelica della croce di Cristo ai cui piedi è la madre, Maria:

    “Nel momento più orribile c’era Maria. Appena ci avviciniamo alla croce, Gesù ci dice: Ecco tua madre. Ecco vostra madre. Madre del Cielo, eccoci sotto la Croce con te. Prega per noi sulla terra, sì prega per chi soffre la croce di Gesù, prega per noi tutti, ora e nell’ora della nostra morte. Tu lo sai meglio di noi: neanche la morte ci separa dall’Amore di Gesù. Niente ci separa pure da te, Maria”. 

     Le luci su Lugano

    Al termine della Veglia, il vescovo ha ancora un’ultima parola, ricordando nella preghiera anche le persone che in qualche modo sono sotto indagine in questo momento. Una giovane introduce al gesto successivo: tutti i presenti, accompagnati da un canto mariano escono da San Lorenzo in silenzio, compiendo un breve cammino introdotti dalle 7 lanterne, segno di Cristo, luce del mondo, per raggiungere la balconata del Palazzo vescovile e porre le lanterne in vista su Lugano.

    Un momento raccolto e di popolo, nel quale tutti hanno potuto affidare questi ragazzi e queste ragazze vittime innocenti a Crans, al cuore di Dio, dove sicuramente ora sono e vivono per l’eternità!

    Alcune immagini della veglia

    News correlate

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    Concorso per "l'Addetto stampa e Responsabile della comunicazione (50-60%)" della Diocesi di Lugano

    Dopo la partenza avvenuta a novembre 2025 per un'altra sfida professionale dell'addetto stampa precedente, la Diocesi di Lugano indice ora un concorso per il ruolo di "Addetto Stampa e Responsabile della Comunicazione (50-60%)". Tutte le informazioni per le candidature.

    Lugano: la Compagnia di S. Teresa compie 100 anni di fede e servizio nel cuore della città

    Fondato a Lugano il 21 gennaio 1926 da Maria Motta su impulso di mons. Bacciarini, l'istituto secolare celebra il secolo. Storicamente legata all'Azione Cattolica, l'opera continua oggi la sua missione attraverso l’accoglienza agli studenti. Il 17 marzo la celebrazione con mons. Alain De Raemy.

    Don Ulisse e quella Chiesa accogliente che dà voce alle storie degli "scartati"

    Don Sergio Carettoni presenta il suo romanzo "Ama questa Chiesa. Nel mio cestino la Sua voce", primo di una trilogia nella quale l'autore approfondisce una idea di Chiesa prima individuale, poi parrocchiale e infine sinodale.

    Mons. de Raemy ai funerali di Sofia: "Viviamo insieme, anche nelle lacrime, il nostro grande Sì alla vita!"

    In 700 tra famigliari e amici hanno reso il 7 gennaio - in forma privata per volontà dei genitori - l'ultimo saluto alla ragazza di 15 anni residente in Ticino vittima dell'incendio di Crans Montana. Presente anche il vescovo emerito Grampa, Gobbi e altre autorità.

    Anche la ragazza ticinese vittima dell'incendio di Crans Montana non ce l'ha fatta

    Il 4 gennaio la conferma del decesso della quindicenne di Castel San Pietro. Il vescovo Alain celebrerà i funerali - che per richiesta della famiglia saranno in forma privata - mercoledì 7 al pomeriggio in Cattedrale a Lugano. Veglia pubblica in Cattedrale il 9 gennaio alle 18 per tutte le vittime.

    News più lette