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  • Giovani svizzeri ad un raduno mondiale

    Verso la GmG svizzera di Lugano: dal prete DJ, alle band tra festa, preghiera e amicizia

    di Cristina Vonzun

    Ci saranno un prete DJ portoghese che ha animato alla Giornata mondiale della Gioventù di Lisbona nel 2023 e due gruppi di musica cristiana che vanno per la maggiore. Questi sono alcuni dei testimoni che animeranno, tra parole e musica, festa e preghiera, la Giornata dei Giovani svizzeri, una GmG nazionale che dal 2 al 4 maggio porterà sulle rive del Ceresio, a Lugano, oltre un migliaio di ragazzi e ragazze da tutta la Svizzera. L’imponente macchina organizzativa quasi totalmente ticinese – a onore di coloro che mostrano nel concreto il volto di una comunità sinodale viva – è coordinata dal parroco di Massagno don Kamil Cielinski. «L’occasione è imperdibile anche per i giovani ticinesi: vivere un’esperienza straordinaria di fede e fratellanza, incontrare coetanei da diverse comunità e provenienze, condividere con loro momenti intensi di festa, preghiera, testimonianza e riscoprire la bellezza della fede e le sue domande profonde», ci dice don Kamil. Le giornate ruoteranno attorno al tema del Giubileo: «Pellegrini di speranza». «Per i ragazzi di oggi – continua don Kamil – significa chiedersi cosa mi aspetto dalla vita, quale speranza possiamo avere davanti ad una vita che già alla loro età si presenta non facile».

    Gli ospiti, la musica

    Le risposte proveranno a condividerle alcuni testimoni, a partire da padre Guilherme Peixoto, prete portoghese (sotto nella foto) che, oltre a fare il parroco, svolge anche il lavoro parallelo di deejay. Con il suo grande e caloroso sorriso, gli occhiali tondi e il colletto romano, padre Guilherme si è fatto conoscere a livello internazionale offrendo ai partecipanti della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona la sua performance. Da diciannove anni questo sacerdote, oltre a fare il parroco, svolge anche il lavoro parallelo di deejay. Nel 2006, appena insediatosi alla guida di una parrocchia nel nord del Portogallo, gli venne l’idea di aprire un bar, che ha chiamato «Ar de Rock Laundos», dove parrocchiani volontari servivano bevande mentre altri organizzavano il karaoke. «Non è un caffè, non è un bar e non è un club», ha scritto su Facebook, «ed è molto più di un luogo fisico.

    Padre GuihlermeÈ uno spirito orientato alla convivialità tra generazioni, alla riunione di famiglia, dove cerchiamo di far sentire tutti a casa e di farli socializzare senza pregiudizi o restrizioni di età». Padre Guilherme si è divertito e si è appassionato così tanto a questo posto da riscoprire la sua vecchia passione per la musica cimentandosi davanti ai clienti. Ha imparato sul campo, ma voleva di più. Si è iscritto a una scuola per dj per diventare un professionista. Presentissimo sui social, dove posta i video delle sue performance, si definisce con tre parole – «sacerdote, cappellano militare, techno music» – padre Guilherme è su Facebook, Instagram (dove ha più di 900mila follower), YouTube e ovviamente TikTok, il social più amato e frequentato dagli adolescenti. Secondo lui, se la musica è un mezzo privilegiato per portare le persone a Dio, è la musica elettronica che permette di parlare alle nuove generazioni. La musica è profezia di speranza, come la poesia. A questa profezia daranno ancora voce con la loro musica e la loro testimonianza due gruppi: «Les Guetteurs» e i «New Horizons».

    I «New Horizons» – tre ragazzi italiani, Ale, Fabio e Tommy – sono un gruppo pop-rock di ispirazione cristiana, nato nel 2017. «Testimoniare il nostro credo non è una scelta quanto un’esigenza, una richiesta dall’Alto, che sentiamo fortissima nei nostri cuori. Nelle nostre canzoni raccontiamo di noi, ma anche di tutti quei ragazzi con un sogno, un cammino scritto da sempre nell’anima di ciascuno che risulta però difficile da percorrere senza una guida e delle solide realtà intorno», scrivono nel loro sito. Il gruppo nasce dal vecchio progetto dei «5forSun», che, come si può anche intuire dal nome stesso, era una cover band dei «The Sun». «Les Guetteurs», invece, sono un gruppo reggae di ragazzi francesi.
    «Le giornate si svolgeranno al Conza – continua don Kamil,– ma avremo anche dei workshop nella città di Lugano, dal Ciani, all’USI, alla FTL, all’oratorio, a S. Rocco, alla Masseria e in Cattedrale e alla chiesa degli Angioli intorno ai temi della spiritualità, della cultura, dell’approfondimento delle questioni di fede, dell’esperienza del cammino. Al Conza, nella giornata di sabato, sarà allestito un Villaggio dei giovani con tante bancarelle e stand. Il tutto animato da volontari ticinesi delle nostre comunità». I pezzi forti delle tre giornate saranno alcune celebrazioni e le testimonianze musicali, in particolare l’Hope Suisse Festival sabato 3 maggio al Conza. E grande è la generosità di non poche famiglie del luganese che si sono messe a disposizione per ospitare i giovani provenienti da tutta la Svizzera.

    Appelli e aspetti organizzativi

    «Al momento abbiamo 300 ragazzi iscritti che saranno accolti in 66 famiglie, ma stiamo ancora cercando nuclei familiari che si mettano a disposizione, per evitare di dover ricorrere agli alloggi collettivi». Per partecipare anche dal Ticino ci si deve tassativamente iscrivere entro il 20 aprile attraverso il sito lugano25.ch e acquistare il biglietto; l’età minima è 16 anni. «Il padiglione Conza ospita al massimo 1400 persone e per entrare ci vuole un ticket il cui costo serve a coprire le spese. In tal senso anche gli sponsor sono benvenuti». Info e iscrizioni su lugano25.ch.

    La pastorale giovanile (PG) della diocesi di Lugano informa inoltre che è possibile acquistare i biglietti anche solo per il concerto di padre Guihlerme di sabato 3 maggio con un link messo a disposizione dalla stessa PG diocesana. [link diretto] 

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